Corluka si fa sponsor della Russia con un tatuaggio

Pubblicato il 9 Settembre 2015 alle 07:16 Autore: Stelio Pagnotta

Dopo aver trascorso quasi cinque anni nella Premier League inglese con il Tottenham Hotspur e con il Manchester City e altri 6 mesi con il Bayer Leverkusen, in Germania, nel 2012 Vedran Corluka, difensore della Nazionale croata corteggiato da mezza Europa, ha deciso di trasferirsi in Russia nella Lokomotiv Mosca, squadra di cui è diventato simbolo e capitano.

Una scelta non solo economica – visto il bel contratto da 2 milioni di euro a stagione – ma anche di cuore, spinta dalla voglia di raggiungere quel Bilic (allenatore – ai tempi – della Lokomotiv ndr) che rappresenta il suo padre calcistico. La testimonianza arriva  non solo dalle parole al miele spesso pronunciate dal difensore ma anche la sua recente decisione presa per “festeggiare” i tre anni nel paese che lo ha calcisticamente adottato e che rappresenta la prova inconfutabile dell’amore di Vedran per la Russia. Il difensore ha infatti deciso di tatuarsi sul polpaccio una bambola corluka-russiamatrioska, uno dei souvenir più celebri del paese.

Ora e per il resto della mia vita, sarà un brillante ricordo della Russia e un omaggio al paese, ai tifosi e al club che ha fatto tanto per me” ha detto il giocatore a Fifa.com, aggiungendo “Per me Mosca è la città dei parchi, dei ristoranti, delle belle strade e la metropolitana(..) penso che tutti dovrebbero visitare Mosca o San Pietroburgo almeno una volta nella vita”.

Il difensore quindi, si è trasformato in un vero e proprio sponsor della Russia. Il paese che ospiterà i Mondiali del 2018 qualche mese fa era stato investito mediaticamente da tantissime critiche e polemiche per i presunti brogli sulla procedura di assegnazione, brogli che erano stati poi smentiti dopo una specifica indagine compiuta dalla Fifa.

 

L'autore: Stelio Pagnotta

Classe 1988, laureato in giurisprudenza ho frequentato un master in management della comunicazione pubblica. Scrivo per diletto,amo lo sport, concilio queste due passioni collaborando con la sezione sportiva del termometro politico.
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