Omologazione Euro 6d-Temp: obbligo al via da settembre, cosa cambia

Pubblicato il 30 Agosto 2019 alle 13:34 Autore: Daniele Sforza
Omologazione Euro 6d-Temp: obbligo al via da settembre, cosa cambia

Partirà il 1° settembre 2019 l’obbligo per i costruttori di automobili di omologare i propri veicoli in base ai test effettuati su condizioni reali: l’omologazione anteriore a Euro 6d-Temp, dunque, non sarà più possibile. Si ricorda infatti che Euro 6d è l’evoluzione del criterio Euro 6, che era stato introdotto quattro anni fa, nel 2015.

Omologazione Euro 6d-Temp: cos’è e perché si chiama così

Il termine Temp, invece, sta per “temporaneo”, poiché il nuovo modello consentirà la coabitazione dei test WLTP con quelli RDE, con questi ultimi che sono quelli effettuati in strada su condizioni reali e quindi non su test di laboratorio.

La normativa Euro 6d-Temp terminerà poi a gennaio 2021, quando invece sarà introdotto l’obbligo dei criteri Euro 6d Standard. Ma gli RDE non sono gli unici test su cui si baseranno le nuove immatricolazioni. Sintetizzando, sono 3 i principali test di conformità a cui saranno sottoposti i nuovi veicoli.

Omologazione Euro 6d-Temp: il test RDE

Del Test RDE (acronimo che sta per Real Driving Emissions), abbiamo già accennato. Si tratta del test che valuta le emissioni reali su strada, definendo “il divario massimo ammissibile tra le emissioni inquinanti (NOx, PN) riscontrate su un veicolo in condizioni di guida reali e quelle misurate con la nuova procedura di omologazione”, come precisa Formula Passion. I requisiti riguardano per le emissioni di NOx un coefficiente di 2,1. Sarà la prima normativa a entrare in vigore (a partire da settembre).

I test EVAP e ISC

Il test EVAP (che sta per Evaporative) ha il compito di misurare il quantitativo di idrocarburi che evaporano dal sistemai di carburante in 2 giorni e concerne in sostanza la ventilazione del serbatoio di carburante dei veicoli alimentati a benzina.

Infine c’è il test ISC (acronimo che significa In Service Conformity) la cui normativa entrerà in vigore a gennaio 2020. Sostanzialmente questo test va fatto entro 18 mesi dalla prima immatricolazione in un veicolo registrato in Unione europea che ha accumulato almeno 25.000 chilometri. Durante questo test le emissioni saranno calcolati applicando una media tramite diversi fattori.  

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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