Pubblicato il 20/09/2019

Ritiro farmaci ranitidina: cause ed effetti collaterali. Le motivazioni Aifa

autore: Giuseppe Spadaro
Ritiro farmaci ranitidina: cause ed effetti collaterali. Le motivazioni Aifa

Ritirati, come sempre in questi casi, a scopo precauzionale dalle farmacie e dalla catena distributiva i prodotti contenenti il principio attivo ranitidina prodotto presso l’officina farmaceutica SARACA LABORATORIES LTD – India.

Il motivo del ritiro è la presenza, in alcuni di questi lotti, di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina (NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine, già rilevata nel 2018 in una classe di farmaci anti-ipertensivi (sartani).

Ritiro farmaci ranitidina, ritiro a scopo precauzionale

Il comunicato dell’Agenzia Italiana del Farmaco specifica che “in questi casi le autorità sanitarie operano secondo il principio di precauzione, che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente, limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa”. Inoltre e sempre “a scopo precauzionale, l’AIFA ha anche disposto il divieto di utilizzo di tutti i lotti commercializzati in Italia di medicinali contenenti ranitidina prodotta da altre officine farmaceutiche diverse da SARACA LABORATORIES LTD, in attesa che vengano analizzati”.

Ritiro farmaci ranitidina in Italia e all’estero

L’Italia non è l’unico Paese interessato dalla questione. Infatti sia nell’Unione Europea che in altri Paesi al di fuori dell’Unione sono stati presi provvedimenti analoghi. L’AIFA in collaborazione con l’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e alle altre agenzie europee è attiva per valutare il grado di contaminazione nei prodotti coinvolti e adottare misure correttive.

A cosa serve la ranitidina? Per combattere problemi gastrici come l’acidità, piuttosto che bruciori di stomaco e reflusso. Tecnicamente “la ranitidina (antagonista dei recettori H2 dell’istamina) è un inibitore della secrezione acida utilizzato nel trattamento dell’ulcera, del reflusso gastroesofageo, del bruciore di stomaco e di altre condizioni associate a ipersecrezione acida. È commercializzata in Italia sia come medicinale soggetto a prescrizione medica, sia come medicinale di automedicazione, in forma di compresse, sciroppi o soluzioni iniettabili per uso endovenoso”.

Info utili a operatori sanitari e cittadini

Alcuni consigli. Per chi assume medicinali a base di ranitidina il suggerimento è di rivolgersi al medico per discutere la possibilità di una terapia alternativa. La NDMA è classificata come sostanza probabilmente cancerogena per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla base di studi condotti su animali. È presente in alcuni alimenti e nelle forniture di acqua, ma non ci si attende che possa causare danni quando ingerita in quantità molto basse.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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