Influenza autunno 2019 in arrivo: sintomi e contagi. Come riconoscerla

Pubblicato il 26 Settembre 2019 alle 15:17 Autore: Daniele Sforza
Influenza autunno 2019 in arrivo: sintomi e contagi. Come riconoscerla

Si comincia a parlare di influenza autunno 2019, che arriverà a breve (anche se a Parma avrebbe già colpito una bambina di 6 anni), ricadrà su meno persone, ma potrebbe risultare molto più insidiosa rispetto agli scorsi anni. Ecco quali sono le tendenze e le previsioni del momento, analizzate in base all’andamento della stagione influenzale nell’emisfero australe (dove è appena iniziata la primavera) e comunicate all’Ansa dal virologo Fabrizio Pregliasco, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Milano. Intanto si parla già di numeri, con una stima che ruota attorno ai 6 milioni di casi per la prossima stagione influenzale.

Influenza autunno 2019: sintomi e come sarà

“Si sono diffuse due nuove varianti del virus”, spiega Pregliasco. “H3N2 (A/Kansas) e H1N1 (A/Brisbane)”. Due varianti che avranno una maggiore capacità di diffusione rispetto agli scorsi anni, per i più piccoli (H3N2) e per i più anziani (H1N1), ovvero le categorie dei soggetti più a rischio. Tali varianti “possono provocare maggiori severità e rischio di complicanze”.

Oltre ai due virus appena citati, Pregliasco fa riferimento anche a due nuove varianti, B/Colorado e B/Phuket, già note nelle precedenti stagioni. L’influenza autunnale sarà completamente diversa dalla parainfluenza che colpisce fuori stagione. I principali sintomi dell’influenza stagionale sarà il rialzo della temperatura sopra i 38 gradi, accompagnata dai classici sintomi febbrili, come dolori muscolari, problemi respiratori, insorgenza della tosse o di un raffreddore. Basta solo uno di questi ultimi sintomi a determinare l’influenza stagionale, che non è da confondere con altri virus simil-influenzali, che alletteranno ulteriori 8 milioni di persone, per un numero complessivo di 14 milioni di persone che saranno colpite.

Influenza autunno 2019: cosa non fare

L’influenza stagionale sarà, come di consueto, contagiosa. Anche per questo motivo, alla comparsa dei primi sintomi, è preferibile restare a casa a riposo, assumendo se necessario farmaci di automedicazione, invece di recarsi subito dal medico di famiglia o al Pronto Soccorso, perché così facendo si aumenta il rischio di moltiplicazione del contagio e si va a bloccare anche il servizio pubblico. Meglio dunque contattare il proprio medico se i sintomi, dopo 3 giorni, non dovessero migliorare.

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Il vaccino anti-influenzale per i soggetti più fragili

Ovviamente è preferibile sottoporsi anche alla vaccinazione anti-influenzale, che Pregliasco ricorda essere “un’opportunità per tutti”, ma con una “impellenza sempre più alta al crescere della fragilità del soggetto” e il cui obiettivo è “quello di dare copertura ai soggetti fragili e ridurne la mortalità associata”.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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