Come cambia la vita di Mads Pedersen

Pubblicato il 2 Ottobre 2019 alle 15:13 Autore: Lorenzo Annis
Come cambia la vita di Mads Pedersen

Abbiamo già raccontato della splendida e inaspettata vittoria di Mads Pedersen ai campionati del mondo di ciclismo. Domenica scorsa nello Yorkshire, il corridore della Trek Segafredo è entrato nella storia diventando il primo danese a laurearsi campione del mondo e ha soprattutto stupito tutti per la sua tenuta, dopo una gara di oltre 260 km corsa sotto un acquazzone tremendo.

Ventiquattro anni da compiere il prossimo 18 dicembre, Pedersen si trova ora davanti ad un grande cambiamento. Nell’anno che verrà, quello in cui indosserà fieramente la maglia iridata, dovrà mettersi in mostra e cercare di trovare la sua consacrazione definitiva.

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Il Mads Pedersen che verrà

Innanzitutto, la sua stagione non è affatto terminata domenica: Pedersen infatti correrà altre tre volte. La prima da iridato sarà sabato al Tour de l’Eurométropole, corsa francese della quale è campione uscente e inoltre potremo godercelo in due corse italiane, martedì alla Tre Valli Varesine e mercoledì alla Milano-Torino.

L’anno prossimo il suo programma cambierà sicuramente rispetto magari a quanto avesse già preventivato in accordo con la squadra prima del mondiale. Molto probabilmente infatti, Pedersen parteciperà alle corse più importanti e prestigiose del calendario per dargli modo di sfoggiare la maglia iridata che in alcune giornate non può proprio mancare in gruppo.

Il suo grande obiettivo potrebbe diventare il prossimo Giro delle Fiandre. Il danese infatti è uno specialista delle classiche del nord e nell’edizione 2018 era riuscito a concludere addirittura al secondo posto finale alle spalle soltanto del vincitore Niki Terpstra e piazzandosi davanti a grandissimi corridori del calibro di Philippe Gilbert, Peter Sagan e Greg Van Avermaet. Potrebbe decidere di puntare anche alla Parigi-Roubaix: seppur nelle tre edizioni disputate tra i pro non abbia mai brillato, bisogna ricordare che nel 2013 vinse la Regina delle classiche nella categoria juniores.

Dopodiché è lecito aspettarsi la sua partecipazione ad un grande giro. Fin qui ha preso parte soltanto al Giro d’Italia, nel 2017 e nel 2018, ma stavolta potrebbe avere la chance di essere al via del Tour de France. Nelle corse di tre settimane ci sarebbe da lavorare soprattutto per i capitani: dal 2020 la Trek annovererà nel proprio roster anche Vincenzo Nibali, oltre a corridori forti in salita come Richie Porte, Giulio Ciccone e Bauke Mollema, sintomo che anche la squadra americana voglia dire la sua nei tre grandi giri.

Arriverà la consacrazione definitiva?

È la domanda che si stanno ponendo in tanti, soprattutto sui social, fra la speranza di chi desidera vedere espresso tutto il suo talento e l’avvelenamento senza senso di chi incrocia le dita affinché non succeda mai.

La sua vittoria al mondiale ricorda per certi versi quella di Michal Kwiatkowski a Ponferrada nel 2014. Il polacco portò via dalla Spagna la maglia iridata inaspettatamente e in futuro ha poi saputo consacrarsi ottenendo successi prestigiosi (Milano-Sanremo, Amstel Gold Race, Tirreno-Adriatico e Giro della Polonia tra gli altri) e distinguendosi come uno dei migliori gregari del gruppo nei grandi giri.

Pedersen saprà seguire un percorso simile? Solo il tempo ce lo dirà, ma nel frattempo resta l’impresa compiuta in una giornata da tregenda nello Yorkshire.

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Autore: Lorenzo Annis

Nato in Sardegna il 1° luglio del 1996, è nel Termometro Politico dal 2017. Scrive prevalentemente di sport dividendosi tra pallone e pedali, le sue più grandi passioni sportive. E-mail: lorenzolaurens37@gmail.com
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