Pubblicato il 10/10/2019 Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2019 alle 13:51

Una settimana da Toro. Ora Lautaro Martinez deve consacrarsi

autore: Lorenzo Annis
Una settimana da Toro. Ora Lautaro Martinez deve consacrarsi`
Una settimana da Toro. Ora Lautaro Martinez deve consacrarsi

A poco più di un anno dal suo arrivo in Italia, di Lautaro Martinez si è spesso parlato, fortunatamente solo per motivazioni strettamente legate al campo e non extra. Le opinioni nei suoi confronti sono spaccate in due fazioni: da un lato chi lo considera una delle future stelle del panorama calcistico mondiale, dall’altra chi vede in lui solamente un giocatore mediocre o uno come tanti altri. Niente mezze misure insomma.

Con alle spalle l’appoggio costante di quel Diego Milito che nella mente degli interisti rievoca sempre solo splendidi ricordi, Lautaro nella sua esperienza italiana non ha mai sfigurato veramente, riuscendo pian piano a ritagliarsi uno spazio sempre più importante nella rosa nerazzurra. E ora per lui è giunto il momento di dimostrare una volta per tutte il suo valore.

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Lautaro Martinez riuscirà a dimostrare il suo vero valore?

Quella scorsa è stata una settimana molto positiva per l’argentino. Mercoledì, dopo soli tre minuti dal fischio d’inizio, ha ammutolito il Camp Nou siglando una rete contro quel Barcellona che starebbe ancora continuando a seguirlo. Questo anche grazie alla stima che Messi nutre in lui, nata e cresciuta durante l’ultima edizione di Copa America. Non solo il gol ma anche una prestazione maiuscola e a tutto tondo, attraverso la quale il Toro ha saputo dimostrare tutto il suo valore.

Stesso discorso per la partita di domenica contro la Juventus. In questo caso il gol è arrivato su calcio di rigore. L’esultanza per il gol ha mostrato come il ragazzo si sia levato un forte peso di dosso. Questo perché spesso finisce al centro delle critiche dei tifosi nerazzurri per via della sua poca freddezza davanti al portiere.

Ed è sicuramente vero che Lautaro Martinez non abbia il fiuto del gol affinato, ma bisogna anche ricordare che il suo compito principale non è propriamente quello di spaccare la porta. Ma nel gioco di squadra si sta sicuramente dimostrando un ottimo interprete, capace di far girare tutti con i suoi movimenti con e senza il pallone.

Cosa gli manca per riuscire a consacrarsi? Sicuramente l’avere un ruolo preciso, essendo ad oggi fermo a metà tra l’essere una prima o una seconda punta. Ma, soprattutto, ha da migliorare il suo atteggiamento. Spesso infatti, Lautaro Martinez viene colto in fallo: troppe proteste e interventi evitabili che non lo stanno sicuramente facendo entrare nelle grazie degli arbitri i quali, conoscendolo, non gli perdonano più la minima uscita dai binari. Per il resto serve pieno adattamento al nostro tipo di calcio, dopo che il primo anno lo ha passato perlopiù in panchina. A ventidue anni però, c’è ancora tutto il tempo per crescere e la fiducia riposta in lui da parte di Antonio Conte sembra essere molto alta. In nazionale invece, il Toro è ormai uno dei punti fermi dello scacchiere tattico di Scaloni, segno che il talento e lo spirito di sacrificio stanno comunque venendo ripagati a dovere, in un modo o nell’altro.

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Autore: Lorenzo Annis

Nato in Sardegna il 1° luglio del 1996, è nel Termometro Politico dal 2017. Scrive prevalentemente di sport dividendosi tra pallone e pedali, le sue più grandi passioni sportive. E-mail: lorenzolaurens37@gmail.com
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