Harold Bloom è morto: chi era il critico letterario e quanti anni aveva

Pubblicato il 16 Ottobre 2019 alle 16:07
Aggiornato il: 18 Ottobre 2019 alle 12:59
Autore: Isotta Ratti
Harold Bloom è morto: chi era il critico letterario e quanti anni aveva

La critica letteraria piange la scomparsa di uno dei suoi maggiori pilastri: Harold Bloom, morto all’età di 89 anni dopo una lunga malattia. Ad annunciare la tragedia, l’università di Yale e la moglie Jeanne.

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Chi era Harold Bloom

Harold Bloom nasce nel 1930 a New York, da famiglia ebrea. Si è spento il 14 ottobre 2019 all’ospedale di New Haven, in Connecticut.

Considerato uno dei più influenti critici letterari al mondo, Bloom si avvicinò al mondo della scrittura fin da giovane: la sua prima opera, Shelley’s Mythmaking, risale al 1959, e in essa, attraverso un linguaggio chiaro e coinciso, analizza nel dettaglio la poesia e il mito di Shelley.

Nel 1994 pubblicò The Western Canon (Il canone occidentale) aprendo un dibattito sulla letteratura classica occidentale. In particolare espone in maniera brillante le sue idee sulla tradizione e la cultura delle opere occidentali nel tentativo di presentare una guida ai grandi lavori dei maestri del calibro di Shakespeare, Jane Austen e Charles Dickens. The Western Canon in un batter d’occhio diventa un best-seller internazionale, consacrando Bloom ai più alti livelli della critica umanistica.

Bloom, oltre al lavoro saggistico, insegnò anche come professore presso l’università di Yale per quasi 60 anni e, fino alla sua morte, è sempre stato riconosciuto come un uomo che in ogni lezione trasmetteva con ardente passione il suo amore per la letteratura e l’insegnamento. Questa sua attitudine evince anche dal fatto che, nonostante un incidente stradale avvenuto negli ultimi anni della sua carriera, Bloom ha continuato a insegnare ai suoi studenti anche da casa, senza mai mollare il suo senso del dovere.

Tra le tante qualità, il critico poteva vantare anche di una vasta conoscenza delle lingue: era capace di leggere e parlare 9 lingue tra cui anche greco ed ebraico.

Harold Bloom: gli autori che ne hanno ispirato l’opera

Harold Bloom, nel corso della sua vita, ha scritto oltre 40 opere.

William Shakespeare è stato spesso al centro dei suoi temi, ispirandolo alla stesura di molti saggi. Bloom ha sempre apprezzato il lavoro del rinomato scrittore, amandone sia la composizione che il messaggio. Per il critico, Shakespeare rappresenta il non plus ultra degli scrittori.

Lo stesso The Western Canon può essere considerato un tributo a tutti gli autori che Harold Bloom ha conservato nel cuore. Al suo interno, il critico fa una lista dei 26 autori che avrebbero gettato le basi sul nostro modo di leggere, scrivere e, in ultima istanza, pensare: Pirandello, D’Annunzio, Ungaretti, Levi, Svevo, Calvino e molti altri che hanno fatto la storia della letteratura occidentale.

Il critico più “ribelle” di sempre

Harold Bloom oltre a essere un critico di fama mondiale, apprezzato da molti, era anche estremamente temuto: una caratteristica che definiva la sua persona era anche la capacità di giudicare e, in qualche modo, affondare tantissime opere che hanno ottenuto un forte riconoscimento da parte del pubblico e della critica.

Alcuni esempi della sua notevole schiettezza colpiscono autori di fenomeni mondiali come J.K. Rowling, scrittrice di Harry Potter e Stephen King, autore IT e di altri thriller di successo; dimostrando di non avere alcun timore nell’andare controcorrente.

Persino la Bibbia non ha avuto scampo nell’occhio di Bloom, il quale nell’opera “Rovinare le sacre verità” (traduzione italiana) ne spiega il rapporto tra fede e poesia, dando al lettore una prospettiva nuova di interpretazione. Il libro, trattando di argomenti delicati, fece molto scalpore, soprattutto a causa della tesi provocatoria secondo cui la Bibbia fosse stata scritta da una donna.

Nonostante le polemiche, è indubbio che Harold Bloom oltre a dimostrare un’incredibile accuratezza nell’indagine e nella ricerca, fosse anche un uomo di una ricchezza infinita, con uno spiccato senso dell’umorismo e un’innata ironia; il tutto, condito con un grande amore per la letteratura e l’insegnamento.

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Autore: Isotta Ratti

Classe 1998. Laureanda presso la facoltà di Scienze della comunicazione all'Università degli Studi di Pavia.
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