Omicidio Stefano Cucchi: giudice ex carabiniere si astiene dal processo

Pubblicato il 12 Novembre 2019 alle 13:45
Aggiornato il: 14 Novembre 2019 alle 13:17
Autore: Daniele Sforza
Omicidio Stefano Cucchi: giudice ex carabiniere si astiene dal processo

Da una parte il processo principale per l’omicidio di Stefano Cucchi che volge al termine e che si concluderà con la sentenza attesa per il prossimo giovedì 14 novembre. Dall’altra quella che si occupa dei depistaggi finalizzati a nascondere le violenze che il geometra romano subì mentre era in custodia dai carabinieri. L’inchiesta è a cura del pm Giovanni Musarò e si incentra sulle annotazioni scritte da due piantoni dopo la morte di Cucchi, annotazioni che poi sono state modificate eliminando gli accenni ai dolori subiti dal ragazzo durante la notte dopo il pestaggio. E oggi, martedì 12 novembre, è proprio questo processo a fare notizia.

Omicidio Stefano Cucchi: giudice si astiene, già nominato uno nuovo

Il giudice monocratico Federico Bonagalvagno si è infatti astenuto dal processo spiegando di essere un ex carabiniere ora in congedo. La decisione finale è susseguita all’iniziativa degli avvocati della famiglia di Cucchi che avevano per l’appunto richiesto l’astensione dal processo da parte del giudice: quest’ultimo, infatti, stando a quanto scoperto da fonti aperte, aveva organizzato convegni nei quali erano presenti alti ufficiali dell’Arma dei Carabinieri. Già nominato il nuovo giudice monocratico: Giulia Cavallone, mentre il Ministero della Giustizia si costituisce parte civile.

Udienza processo, “Tedesco parte debole”

Omicidio Stefano Cucchi: processo depistaggi, 8 carabinieri imputati

Nel processo che ha al centro i depistaggi, otto sono gli imputati, tutti carabinieri, compresi alti ufficiali. Le accuse nei confronti del personale dell’Arma sono di falso, favoreggiamento, calunnia e omessa denuncia. I nomi degli imputati sono quelli di Alessandro Casarsa, comandante del Gruppo Roma all’epoca dei fatti; Lorenzo Sabatino, ex comandante del reparto operativo dei Carabinieri di Roma; Francesco Cavallo, che allora era tenente colonnello e capo ufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, allora maggiore e comandante della compagnia Roma Montesacro; all’elenco figurano anche Massimiliano Colombo Labriola, ex comandante della stazione di Tor Sapienza, dove lavorava anche uno degli altri imputati, Francesco Di Sano. A chiudere l’elenco figurano anche Tiziano Testarmata, comandante IV Sezione del nucleo investigativo dell’Arma e il carabiniere Luca De Cianni.

La prossima udienza è programmata per lunedì 16 dicembre 2019.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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