Formula 1, GP Abu Dhabi: le edizioni più significative

Pubblicato il 29 Novembre 2019 alle 16:26 Autore: Mario Laiosa
Formula 1, GP Abu Dhabi: le edizioni più significative

Formula 1, GP Abu Dhabi: le edizioni più significative

Quella 2019 sarà l’undicesima edizione del GP Abu Dhabi di Formula 1. Sul circuito di Yas Marina si è corso per la prima volta nel 2009, con gare quasi sempre spettacolari. Quella del 2012 ad esempio, con una fantastica rimonta di Sebastian Vettel: partito dalla pit lane, il tedesco riuscì a risalire fino alla terza posizione. Qui ci concentreremo però sulle tre edizioni in cui l’assegnazione del mondiale piloti di Formula 1 si è decisa proprio ad Abu Dhabi. Parleremo dunque delle edizioni 2010, 2014 e 2016.

Formula 1 2010: GP Abu Dhabi amaro per la Ferrari

Per la stagione di Formula 1 2010 la Ferrari mette in pista una vettura assolutamente competitiva, magistralmente guidata da Fernando Alonso. Così ad Abu Dhabi il pilota spagnolo si presenta in testa alla classifica del mondiale piloti con un vantaggio di 8 punti sull’australiano Mark Webber e di 15 punti sul tedesco Sebastian Vettel, entrambi piloti della Red Bull. Il muretto della casa di Maranello decide di tenere d’occhio Webber, l’avversario più vicino e dunque sulla carta più pericoloso per Alonso. La Red Bull ne approfitta e decide di “sacrificare” Webber per giocare le proprie carte con Vettel: la mossa si rivelerà vincente.

Al giro 11 l’australiano si ferma ai box; quattro giri dopo la Ferrari risponde richiamando Alonso. Ed ecco che si materializza l’incubo Vitalij Petrov. Il pilota russo della Renault, fermatosi ai box nelle prime battute della gara, diviene un ostacolo insormontabile per Alonso. Troppo veloce sui rettilinei la vettura francese, quasi impossibile da superare altrove vista la ristretta carreggiata della pista. Per quasi 40 giri Alonso rimane alle spalle di Petrov senza mai riuscire a sorpassarlo, mentre Vettel va a vincere la gara e il suo primo titolo mondiale in Formula 1.

2014 e 2016: incrocio Hamilton-Rosberg

L’edizione 2014 del GP Abu Dhabi ha una particolarità. I punti assegnati sono infatti doppi: 50 al primo (anziché 25), 36 al secondo (anziché 18) e così via. La lotta per il titolo di campione del mondo di Formula 1 rimane confinata ai due piloti della Mercedes, Lewis Hamilton e Nico Rosberg, con quest’ultimo dietro di 17 punti. Al sabato Rosberg fa la pole, ma già in partenza viene sopravanzato da Hamilton. La corsa si decide dopo 24 giri: Rosberg comincia a lamentare dei cali di potenza alla sua power unit e scivola pian piano indietro. Il tedesco non si ritira, ma chiude solo 14°. Hamilton vince e si laurea campione del mondo per la seconda volta in carriera.

Nel 2016 la situazione si ribalta. Questa volta è Rosberg a guidare il mondiale di Formula 1 con un margine di 12 punti su Hamilton. Il tedesco sa che in caso di vittoria di Hamilton gli basterà arrivare sul podio per portare a casa il titolo. Rosberg si rende così autore di una gara accorta, non cadendo nelle provocazioni di Hamilton, il quale rallenta nel terzo settore della pista per favorire il rientro da dietro di Vettel e Verstappen. Se questi due piloti avessero superato Rosberg, infatti, lo avrebbero fatto scivolare giù dal podio, consegnando al britannico l’alloro iridato. Ma Vettel e Verstappen non riescono mai ad insidiare davvero Rosberg, che chiude in seconda posizione e ottiene il suo primo titolo mondiale in Formula 1.

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Autore: Mario Laiosa

Studio comunicazione e sono appassionato di gialli. Sono cresciuto a pane e Formula 1, ad ogni vittoria di Michael Schumacher io e mio padre piantavamo una bandiera della Ferrari in giardino. Amo anche la Moto GP, il ciclismo e il calcio.
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