Pubblicato il 09/10/2019 Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2019 alle 22:28

Perché stupirsi ancora di Higuain? Dalla caduta alla rinascita

autore: Lorenzo Annis
Perché stupirsi ancora di Higuain
Perché stupirsi ancora di Higuain? Dalla caduta alla rinascita

A partire da domenica notte è aumentato di molto lo stupore dei tifosi italiani, juventini e non, nei confronti di Gonzalo Higuain. Il gol decisivo siglato a San Siro contro l’Inter ha riportato il Pipita definitivamente alla ribalta dopo un’annata, quella passata, caratterizzata solamente di dolori.

Erano in molti a darlo già per finito. E forse i primi a farlo sono stati i dirigenti del suo attuale club, che non appena sono riusciti a portare Ronaldo in Italia, lo hanno “spedito” a Milano perché non più funzionale al progetto.

Ma ora per l’argentino sembra sia giunto il momento dell’ennesima rivalsa della sua carriera, che già in passato aveva attraversato dei periodi bui, soprattutto dopo aver indossato la casacca albiceleste.

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Higuain non è affatto una sorpresa

No, Higuain non può essere considerato una sorpresa. Neanche lontanamente. Stiamo parlando di uno dei migliori centravanti del mondo, che ha fatto del gol il suo mantra ovunque sia andato. Una volta tornato alla Juve in estate è stato subito accolto da uno spesso strato di scetticismo, che però è stato alleggerito dal caloroso bentornato della tifoseria bianconera. Quest’ultima probabilmente aveva capito la sua importanza proprio nell’anno in cui è venuto a mancare in rosa.

La Juve però aveva già steso il tappeto rosso per Icardi, tanto da diseredare il Pipita della sua amata maglia numero nove. Ma lui, in silenzio e senza fare una piega, si è preso la ventuno, giurando fedeltà a quei colori a prescindere da tutto. In questo inizio di stagione è partito in sordina, ma non appena ha incrociato il suo amato e odiato passato partenopeo, Higuain ha rispolverato quel killer instinct che lo caratterizza fin dai tempi del River Plate, battendo un colpo per attirare l’attenzione di chi lo immaginava con la copertina sulle gambe per tutta la stagione, in attesa di occasioni lasciategli lì da un connazionale più giovane e pari ruolo.

Contro l’Inter l’ennesima dimostrazione di forza: subentro un po’ a sorpresa dalla panchina e, alla prima vera occasione capitatagli, ha impallinato Handanovic gelando San Siro due stagioni dopo, allo stesso modo. Dopo quel gol fu eretto a vero eroe bianconero, ma la realtà ha poi voluto che dovesse fare le valigie per cominciare una stagione che, come detto, per molti ha segnato il suo oblio.

Ma possono davvero solo pochi mesi bui cancellare ciò che è stato fatto e ciò che si potrebbe fare? Se ti chiami Gonzalo Higuain decisamente no. E ora, sotto la guida del suo mentore, vuole riprendersi tutto quello che gli era stato tolto.

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Autore: Lorenzo Annis

Nato in Sardegna il 1° luglio del 1996, è nel Termometro Politico dal 2017. Scrive prevalentemente di sport dividendosi tra pallone e pedali, le sue più grandi passioni sportive. E-mail: lorenzolaurens37@gmail.com
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