Premio Nobel Chimica 2019 a Goodenough, Whittingham e Yoshino. Profili

Pubblicato il 9 Ottobre 2019 alle 19:10
Aggiornato il: 10 Ottobre 2019 alle 23:42
Autore: Giuseppe Spadaro
Premio Nobel Chimica 2019 a Goodenough, Whittingham e Yoshino. Profili

Dopo l’assegnazione del Nobel per la Medicina e del Nobel della Fisica è la volta del Premio Nobel per la Chimica 2019. C’è grande attesa per i prossimi ambitissimi premi che arriveranno a giorni: il Premio Nobel per la Pace ed il Premio Nobel per l’Economia. Tornando al Premio Nobel Chimica 2019 vediamo i nomi dei vincitori. John B. Goodenough, M. Stanley Whittingham e Akira Yoshino premiati per la loro invenzione delle batterie agli ioni di litio.

Premio Nobel Chimica 2019, la motivazione

Le batterie sono oggi molto utilizzate in cellulari, pc, auto elettriche. I vincitori del Nobel sono stati dunque precursori per l’utilizzo di energia con fonti diverse dai combustibili fossili. Tra le motivazioni della premiazione da parte dell’Accademia riferiamo il seguente passaggio: “Le batterie agli ioni di litio hanno rivoluzionato la nostra vita e sono utilizzate per tutto, dai telefoni cellulari ai laptop, ai veicoli elettrici. Attraverso il loro lavoro, i vincitori del premio per la Chimica di quest’anno hanno gettato le basi per una società senza fili e senza combustibili fossili”.

Chi sono Goodenough, Whittingham e Yoshino

Infine alcune informazioni biografiche sui premi Nobel per la Chimica di quest’anno.

John Goodenough è nato a Jena nel 1922. Ha 97 anni e si è laureato in matematica a Yale nel 1944. Ha lavorato come ricercatore al Lincoln Laboratory del MIT dedicandosi allo studio della RAM (random access magnetic memory). Successivamente ha lavorato presso l’Università di Oxford, dove ha sviluppato alcune delle intuizioni decisive ai fini della batteria ricaricabile agli ioni di litio.

Più giovani di diversi anni il secondo premiato ed il terzo premiato. M. Stanley Whittingham, ha un profilo da chimico. Anglo-americano, è nato nel 1941. E, come riferisce Agi, attualmente è professore di chimica e direttore dell’Institute for Materials Research e del programma di Scienza e ingegneria dei materiali alla Binghamton University di New York. Dopo la laurea ad Oxford nel 1964, va citata l’importante esperienza professionale maturata presso la Exxon Research & Engineering Company dal 1972 al 1984. Infine Akira Yoshino: nato a Suita nel 1948, si è laureato in Ingegneria all’Università di Kyoto nel 1970. Ognuno di loro ha fornito un importante contributo allo “sviluppo di batterie agli ioni di litio”.

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Autore: Giuseppe Spadaro

Direttore Responsabile di Termometro Politico. Iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Tessera n. 149305) Nato a Barletta, mi sono laureato in Comunicazione Politica e Sociale presso l'Università degli Studi di Milano. Da sempre interessato ai temi sociali ho trasformato la mia passione per la scrittura (e la lettura) nel mio mestiere che coltivo insieme all'amore per il mare e alla musica.
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