GP Interlagos: conosciamo meglio il tracciato brasiliano di F1

Pubblicato il 12 Novembre 2019 alle 19:55 Autore: Mario Laiosa
GP Interlagos: conosciamo meglio il tracciato brasiliano di F1

Prima dell’epilogo sul circuito di Abu Dhabi, la Formula 1 fa tappa a San Paolo per il Gran Premio del Brasile, ventesima prova della stagione 2019. Il Gran Premio si disputerà all’autodromo intitolato a José Carlos Pace, pilota degli anni ’70 che perse la vita in un incidente aereo. L’impianto è noto agli appassionati anche con il nome di Interlagos, dal nome del quartiere di San Paolo in cui sorge la pista.

Lo scorso maggio si era fatta concreta l’idea di abbandonare Interlagos per un nuovo tracciato che sarebbe sorto a Rio de Janeiro. Liberty Media ha però chiarito che almeno fino al 2020 (anno di scadenza del contratto) la pista rimarrà nel calendario iridato. La recente ristrutturazione della zona dei box potrebbe far pensare ad un futuro ancora radioso.

GP Interlagos: caratteristiche del tracciato

Il circuito di Interlagos venne inaugurato nel 1940 e misurava inizialmente circa 8 km. Solo alla fine degli anni ottanta sono state apportate numerose modifiche che ne hanno ridotto la lunghezza, fino ai 4.309 metri della configurazione attuale. Il tracciato si compone di 13 curve ed è caratterizzato da continui saliscendi e cambi di pendenza. Prima dell’avvento dell’era turbo-ibrida, l’altitudine (circa 800 metri) rappresentava un problema non di poco conto per i motori aspirati, che perdevano circa il 10% della loro potenza. Si gira in senso antiorario, come a Singapore, Austin e Abu Dhabi.

La pista è tortuosa e insidiosa. I tratti in cui sarà possibile sfruttare il DRS saranno il rettilineo tra curva 3 e curva 4, e il rettilineo principale, quello davanti ai box. Il tratto centrale è invece caratterizzato da curve strette in cui contano moltissimo la trazione e la precisione dell’anteriore nel momento in cui si va ad inserire la vettura in curva.

Hamilton campione del mondo 2019: sesto titolo mondiale

Due edizioni storiche

Meteo ballerino, pioggia intensa, colpi di scena. Ecco gli elementi che hanno spesso caratterizzato le gare disputatesi ad Interlagos e lo hanno reso un tracciato magico e unico. Nel 2007 e nel 2008 la Formula 1 visse in Brasile due gare che rimarranno nella storia di questo sport.

21 ottobre 2007. All’ultimo appuntamento del campionato Lewis Hamilton guida la classifica con 4 punti di vantaggio sul compagno di squadra Fernando Alonso e 7 sul ferrarista Kimi Raikkonen. Al britannico basta una gara regolare per portare a casa il titolo mondiale nella sua stagione d’esordio in Formula 1. Ma dopo pochi giri la sua McLaren rallenta improvvisamente a causa di un problema al cambio. Hamilton precipita in fondo, lotta per rimontare, ma non basta: chiude in settima posizione, mentre Raikkonen vince la gara e Alonso finisce terzo. La classifica finale ha dell’incredibile: Raikkonen primo con 110 punti, seguito da Hamilton e Alonso appaiati a quota 109.

2 novembre 2008. A Interlagos si decide nuovamente chi si aggiudicherà il titolo. Questa volta i due contendenti sono Lewis Hamilton e Felipe Massa, rispettivamente con 94 e 87 punti. Massa guida la corsa, Hamilton si mantiene cauto. Ma al giro 65 tutto cambia. Una pioggia leggera comincia a cadere. In molti decidono di rimanere in pista con gomme da asciutto, altri optano per le gomme intermedie: è la scelta vincente di Hamilton. Massa vince la gara, al box Ferrari scatta la festa. Ma in un ultimo giro al cardiopalma il britannico supera Timo Glock a tre curve dalla fine e artiglia quella quinta posizione che gli consegna la corona iridata.

SEGUI IL TERMOMETRO SPORTIVO ANCHE SU FACEBOOKTWITTER E TELEGRAM

SEGUI TERMOMETRO POLITICO SU FACEBOOK E TWITTER

PER RIMANERE AGGIORNATO ISCRIVITI AL FORUM

Hai suggerimenti o correzioni da proporre? Scrivici a redazione@termometropolitico.it

Autore: Mario Laiosa

Studio comunicazione e sono appassionato di gialli. Sono cresciuto a pane e Formula 1, ad ogni vittoria di Michael Schumacher io e mio padre piantavamo una bandiera della Ferrari in giardino. Amo anche la Moto GP, il ciclismo e il calcio.
Tutti gli articoli di Mario Laiosa →