Mose di Venezia: a che punto è, costo e come funziona

Pubblicato il 13 Novembre 2019 alle 15:15
Aggiornato il: 14 Novembre 2019 alle 16:34
Autore: Daniele Sforza
Mose di Venezia: a che punto è, costo e come funziona

Alta marea a Venezia, 187 centimetri di altezza: la memoria va subito all’alluvione del 1966, quando l’acqua alta raggiunse l’altezza record di 194 centimetri. Ma da allora a oggi qualcosa si sta facendo: questo qualcosa si chiama Mose, che è un acronimo che sta per MOdulo Sperimentale Elettromeccanico, il cui progetto originario risale addirittura al 2003, quando al governo c’era Silvio Berlusconi. A oggi sono passati 16 anni, ma le vicende giudiziarie hanno fermato il progetto ed è iniziata la giostra dei commissari senza che però i lavori fossero ultimati. Il recente fenomeno meteorologico ha rimesso il Mose al centro delle discussioni, ma il timore è che tornato il sole torni anche il silenzio. Per questo da Venezia alzano legittimamente la voce.

Cos’è il Mose di Venezia e come funziona

Lo scopo principale del Mose è quello di difendere Venezia e la sua laguna dall’acqua alta: il progetto mira alla realizzazione di una serie di paratoie mobili a scomparsa da porre alle bocche di porto di Chioggia, Lido e Malamocco, ovvero i varchi che collegano la laguna di Venezia con il mare Adriatico e che determinano il flusso della marea. Il progetto ha dunque il fine di tutelare la laguna di Venezia dall’acqua alta isolandola durante il fenomeno dell’alta marea. Il meccanismo entrerà in funzione a partire dai 110 centimetri di acqua alta.

La realizzazione del progetto ha avuto inizio nel 2003, sotto il governo Berlusconi, e della gestione se ne occupa il Consorzio Venezia Nuova per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’andamento dei lavori supera ormai l’80%, ma nel giugno del 2014 avviene un fatto di cronaca a cui siamo abituati quando si parla di grandi progetti: una vicenda giudiziaria che ha a che fare con un reato di corruzione nel quale confluiscono funzionari pubblici e politici, rei di aver creato fondi neri, di essere coinvolti in un giro di tangenti e di avere emesso false fatturazioni. La vicenda ha riguardato i dirigenti del Consorzio e delle imprese che ne fanno parte: a ciò segue la nomina di commissari straordinari che si occuperanno di ultimare i lavori. Inizialmente la data di fine lavori era prevista per il 2018, ma le tempistiche si sono ulteriormente allungate e recentemente la percezione di alcune vibrazioni hanno determinato la sospensione di un intervento di collaudo.  

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La città pretende subito il Mose

La questione del Mose è diventata più calda nelle ultime ore, dopo che un eccezionale fenomeno di alta marea (con l’acqua alta fino a 187 centimetri) ha causato ingenti danni alla città e ai suoi beni culturali. Il sindaco della città, Luigi Brugnaro, ha denunciato ad Agorà che del Mose, a Venezia, non sanno ancora nulla. “È gestito tutto a Roma, ma stavolta la gente è molto arrabbiata. È giunto il momento in cui dobbiamo vedere assolutamente che funzioni, ci devono dire qual è la situazione”.

A parlare del Mose è stato anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, che ha affermato che il governo guarda con attenzione a Venezia e che “a giorni arriverà la nomina del commissario al Mose che va finito il primo possibile”.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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