Raymond Poulidor è morto: biografia e carriera. Chi era il ciclista

Pubblicato il 13 Novembre 2019 alle 16:06
Aggiornato il: 15 Novembre 2019 alle 09:31
Autore: Daniele Sforza
Raymond Poulidor è morto: biografia e carriera. Chi era il ciclista

Si è spento nella notte di oggi, mercoledì 13 novembre 2019, uno dei grandi campioni del ciclismo, Raymond Poulidor. La sua storia è quella di un vincente che però non è mai riuscito a conquistare il gradino più alto del podio del Tour de France. Poulidor è stato uno dei corridori più longevi nella storia del ciclismo e adesso la sua eredità è raccolta dal nipote Mathieu Van Der Poel. Poulidor era stato ricoverato lo scorso ottobre per un grande affaticamento: alle 2 di questa mattina si è spento nella sua abitazione di Saint-Leonard de Noblat, nel Limousin.

Raymond Poulidor: ecco chi era il ciclista

Raymond Poulidor nasce a Masbaraud-Mérignat il 15 aprile del 1936. La sua carriera di ciclista professionista inizia nel 1960 e termina nel 1977. Durante questi anni ha vinto una Vuelta a España (1964), una Milano-Sanremo (1961) e una Freccia Vallone (1963). Il grande rimpianto è quello di non aver ricoperto la prima posizione nella classifica generale del Tour di France, dove però ha conquistato sette tappe. Tra i suoi più importanti rivali spiccano Eddy Merckx e Felice Gimondi, ma soprattutto Jacques Anquetil. La loro rivalità sconfinava anche al di fuori del ciclismo, essendo assunti entrambi a simboli di due France diverse: quella più moderna e rampante rappresentata da Anquetil e quella più arcaica e tradizionale rappresentata dallo stesso Poulidor.

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Significativa la sua presenza al Tour de France, in cui non è mai stato Maglia Gialla, ma ha comunque raggiunto 8 volte il podio, un record per la storia del “Giro” transalpino. Il primo podio al Tour lo conquistò nel 1962, l’ultimo fu nel 1976, un anno prima del ritiro. La foto simbolo di Poulidor è rappresentativa del suo carattere e della sua personalità sportiva: siamo nel 1968, Poulidor gareggia al Tour de France, siamo alla quindicesima tappa (Font-Romeau-Albi): una moto in corsa urta la bicicletta, il ciclista cade a terra ferendosi al volto. Nessun problema, Poulidor riprende la bici e continua a correre con il volto coperto di sangue. La voglia di vincere la Maglia Gialla, di primeggiare al Tour de France è troppo forte, e forse quello è l’anno buono. Due giorni dopo, però, Poulidor è costretto ad annunciare il ritiro.

La linea di sangue non mente e l’eredità di Poulidor potrà proseguire incarnata dai nipoti David e Mathieu Van Der Poel, figli del genero Adrie Van Der Poel, che aveva sposato la figlia di Raymond, Corinne.

Una curiosità: Raymond Poulidor fu anche il primo ciclista a essere sottoposto a un test antidoping all’inizio degli anni Sessanta.

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Autore: Daniele Sforza

Romano, classe 1985. Dal 2006 scrivo per riviste, per poi orientarmi sulla redazione di testi pubblicitari per siti aziendali. Quindi lavoro come redattore SEO per alcune testate online, specializzandomi in temi quali lavoro, previdenza e attualità.
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