Pubblicato il 10/09/2019

Stefano Delle Chiaie è morto: biografia e chi era l’esponente neofascista

autore: Guglielmo Sano
Stefano Delle Chiaie è morto: biografia e chi era l’esponente neofascista

È morto Stefano Delle Chiaie: estremista di estrema destra, accusato di aver ricoperto un ruolo in numerosi episodi chiave degli Anni di Piombo, si è spento nella notte all’Ospedale Vannini di Roma. Aveva 82 anni.

Stefano Delle Chiaie: la militanza politica

Delle Chiaie è nato a Caserta nel 1936; inizia la militanza da giovanissimo, a 14 anni, aderendo al Movimento Sociale Italiano nella sezione Appio-Tuscolano di Roma. Ne uscì pochi anni dopo quando insieme a Pino Rauti, altro nome di spicco dell’estrema destra italiana, fondò il Centro Studi Ordine Nuovo. Tuttavia, nel 1962, si stacca anche da Rauti e fonda Avanguardia Nazionale. Nel 1968 guida l’assalto contro la Polizia a Valle Giulia, rimasto famoso, riuscendo poi a occupare la Facoltà di Giurisprudenza: la situazione verrà risolta dall’intervento del segretario MSI Giorgio Almirante. L’evento segnerà una rottura fondamentale tra il partito della Fiamma e la destra extraparlamentare che da lì in poi percorrerà la via del terrorismo.

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Un ruolo nella strategia della tensione

Stefano Delle Chiaie negli anni è stato accusato di essere coinvolto, a vario titolo, nelle più sanguinose stragi degli Anni di Piombo: innanzitutto, quella di Piazza Fontana e quella di Bologna, d’altra parte, è stato indagato anche per la strage del treno Italicus. Nel 1969, chiamato a testimoniare nel processo sulla tragica esplosione di Milano, scappa in Spagna e comincia una lunga latitanza che lo porterà a girare per buona parte del Sudamerica Spiccato un mandato cattura nei suoi confronti nel 1982 per associazione sovversiva, banda armata e concorso in strage: il 27 marzo del 1987 la Polizia italiana lo arresta a Caracas. Nonostante i molti punti oscuri lasciati dai processi, appurati i suoi rapporti con la P2 e la massoneria, non è mai stato condannato. Per la bomba alla stazione di Bologna è stato assolto per “insufficienza di prove”, per quella alla Banca Nazionale dell’Agricoltura prosciolto da tutte le accuse “per non aver commesso il fatto”, anche per gli altri attentati è stato sempre scagionato

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