Il nuovo Hellas Verona di Juric. La neopromossa che ha impressionato tutti

Pubblicato il 13 Novembre 2019 alle 19:00 Autore: Matteo Annolino
Il nuovo Hellas Verona di Juric. La neopromossa che ha impressionato tutti

Le prima sorpresa in casa Hellas Verona è arrivata poco dopo la vittoria degli scaligeri nella finale playoff di Serie B contro il Cittadella con il cambio di allenatore: via Aglietti, dentro Juric. Il tecnico croato non aveva mai impressionato in massima serie eppure, fino ad ora, la scelta della società si è rivelata davvero vincente.

Gli scaligeri sono stati lodati per la personalità mostrata nel creare gioco contro ogni avversario e nella grande attenzione posta in fase difensiva. Segnare all’Hellas Verona non è per nulla facile e lo dicono anche i numeri: solamente 11 le reti subite (seconda miglior difesa del campionato, dietro solo alla Juventus) in 12 partite, 15 i punti raccolti fino ad ora e decima posizione in campionato. Il dato che entusiasma di meno è sicuramente quello dei gol fatti, appena 10. Dopo l’exploit del Cagliari, la squadra veneta è quella che più desta curiosità fino a questo momento in Serie A.

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La formazione tipo del Verona

Sin dall’inizio abbiamo visto il chiaro orientamento di Juric verso il 3-4-2-1. In porta si è deciso di non cambiare, scelta molto saggia: Silvestri ha dato sicurezza ai suoi compagni e spesso è stato protagonista di interventi importanti.

In difesa sono stati fatti degli acquisti mirati e di buon livello. Il terzetto tipo di centrali è composto da: Rrahmani, arrivato dalla Dinamo Zagabria, con la quale ha giocato la Champions League la scorsa stagione, da Gunter, ex Genoa fortemente voluto da Juric e da un portentoso ragazzino di 19 anni che con enorme personalità ha sin qui guidato la difesa degli scaligeri che di nome fa Marash Kumbulla.

A centrocampo, sulla fascia sinistra un altro pupillo di Juric, Darko Lazovic, qualità, corsa e dribbling al servizio della squadra. Un po’ meno tecnico ma con più attenzione alla fase difensiva è Faraoni che, da quando è arrivato a gennaio, non ha mai lasciato la fascia destra. I due centrocampisti centrali si completano a vicenda, formando un connubio perfetto: Veloso e Amrabat. La qualità del portoghese non è mai stata messa in discussione, ma nelle ultime stagioni – anche per via di numerosi problemi fisici – è stato molto discontinuo. In questa sua nuova avventura Juric gli ha affidato le chiavi del centrocampo e il portoghese sta facendo valere non solo la sua grande qualità ma anche la sua leadership. Al suo fianco si muove una delle sorprese di questa Serie A, Amrabat. Trattasi di un giocatore che vanta una discreta esperienza internazionale e il quale ha colpito tutti per la sua intelligenza tattica, per la sua forza, per le sue accelerazioni unite ad una buona tecnica di base.

I tre giocatori offensivi spesso sono sottoposti a rotazioni proprio perché il loro tecnico non è ancora riuscito a trovare la quadratura dal punto di vista offensivo. Zaccagni, Pessina e Verre sono sicuramente i fantasisti più utilizzati e spesso si alternano anche a gara in corso. Nel ruolo di centravanti il neo arrivato Stepinski non ha convinto, deludendo un po’ le aspettative riposte su di lui. Per questo sta guadagnando minuti e fiducia il diciottenne Eddy Salcedo, che con la sua personalità e la sua spavalderia sta facendo parlare bene di sé.

Cosa aspettarsi da questa stagione

Visto l’ottimo avvio di campionato, si crede che il Verona riesca a raggiungere una tranquilla permanenza in massima serie; l’obiettivo è ancora distante, ma piano piano la squadra continua a crescere a vista d’occhio. Questo grazie soprattutto ai giovani e a qualche scommessa, a dimostrazione di come il mercato estivo – nonostante nessun grande nome – abbia portato qualità e quantità a disposizione del tecnico, dal quale ci si aspetta la consacrazione dopo la cavalcata meravigliosa dalla B alla A sulla panchina del Crotone nella stagione 2015/2016.

Come detto, però, ci si aspetta sicuramente molto di più dal reparto avanzato, anche perché senza gol all’attivo diventa davvero difficile raggiungere gli obiettivi.

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