Trigone: puntura, effetti veleno e quando può essere mortale

Pubblicato il 19 Novembre 2019 alle 16:47 Autore: Guglielmo Sano
Trigone: puntura, effetti veleno e quando può essere mortale

A fine ottobre, un ragazzo italiano di 12 anni è stato punto da un Trigone, animale marino molto simile a una manta o a una razza, mentre si trovava in vacanza in Costa Rica.

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Trigone: cosa è successo in Costa Rica?

A fine mese scorso, un ragazzo italiano di appena 12 anni, originario di Genova, mentre faceva il bagno insieme alla famiglia nei pressi della spiaggia di La Mina, in Costa Rica, è stato punto da un Trigone. Dopo aver sentito la puntura dell’aculeo posto sulla coda dell’animale marino (può raggiungere anche i 40 cm, alla sua radice due ghiandole che secernono un veleno paralizzante), le sue prime parole sarebbero state “non mi sento più le gambe”.

Il 20 ottobre, il ragazzo è stato ricoverato all’Ospedale pediatrico della capitale costaricana San José a causa di una gravissima lesione spinale: è stato subito organizzato il trasporto in Italia. Dopo un volo di stato durato 15 ore, è arrivato un paio di giorni fa all’Ospedale Maggiore di Bologna, specializzato nel trattamento di questo genere di paralisi.

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La speranza di tornare alla normalità

Stando a quanto raccontato dai genitori, il Trigone ha conficcato il suo aculeo nel collo del ragazzo. È come se un ferro da calza, una punta di lancia, avesse trapassato la sesta vertebra verticale del piccolo per poi riuscire hanno spiegato i medici bolognesi, una lesione da “attacco” di Trigone del genere è più unica che rara hanno poi tenuto a sottolineare.

Detto ciò, sono buone le condizioni del 12enne, riferiscono sempre i sanitari: ha iniziato il recupero motorio, può muovere le braccia e uno dei due arti inferiori. Attualmente pare non sia stato programmato alcun intervento chirurgico – pare non ci sia stata alcuna compressione midollare – o terapia farmacologica: tra sei mesi si potrà fare un bilancio dei danni e tra un anno valutare le possibilità di recupero neurologico completo. Insomma, solo il tempo, la volontà – visto che dovrà sottoporsi a un lungo ciclo di fisioterapia – e la fortuna aiuteranno il ragazzo a tornare alla normalità.

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